Preferisco la fede di Agostino

 

‘Il credente, da grande, smette di credere in Babbo Natale, o in Gesù Bambino che porta i regali seguendo le liste compilate dai bambini buoni. Ma, se crede, dovrà credere che quello che è nato a Natale è il Figlio di Dio, e non di Giuseppe.’

 

Cari amici credenti e laici,

penso che un credente dotato anche di un minimo senso critico non abbia alcun problema a distinguere tra Babbo Natale, Gesù e Dio… Quanto all’Immacolata Concezione, è uno dei pochi dogmi del cristianesimo.

 

MF. E dunque dobbiamo crederci perché di dogmi ce ne son pochi? Suvvia, le pare un argomento? Sulla stessa base, dovremmo anche credere alla infallibilità papale e all’assunzione in cielo della Madonna, tanto per citare i due più recenti. I dogmi non sono poi così pochi e, comunque, dire che bisogna credere a un dogma solo perché di dogmi ce n’è pochi mi sembra un po’ come dire che bisogna accettare una bugia da parte di uno che non è un mentitore abituale. Non crede? In questi termini, è come se il Papa dicesse ai

credenti: ‘per piacere, ve lo chiedo raramente ma dovete farlo: credete a questo dogma’. Le pare serio?

 

‘La situazione non migliora a Pasqua, anzi. Il credente, se crede, non dovrà limitarsi  a credere che Cristo, per amor nostro, è morto il venerdì; dovrà anche credere che è risorto la domenica.’

 

Non mi sembra così importante per un credente.

Come si può ridurre a così ben poca cosa la fede di un credente?

 

MF. Paolo diceva che se Cristo non fosse veramente risorto, vana sarebbe la nostra fede. Poi, veda lei…

 

‘Ora, quanti tra quelli che si dichiarano cristiani, credono nella Resurrezione? Si direbbe che tantissimi credenti considerino la resurrezione un mito edificante, o non ci pensino affatto, e che non sperino più di tanto nell’Aldilà, come è evidente se si presta attenzione a quanto siamo accaniti nelle lotte per vivere a lungo nell’Aldiquà, anche sopportando restrizioni e diete che, se solo ci fosse qualche speranza sull’Aldilà, sarebbero buttate a mare insieme alle cyclette.’

 

Nuovamente, penso che un credente dotato anche di un minimo senso critico si renda conto di quanto il nocciolo della fede non siano i dogmi (soprattutto quelli controintuitivi dell’Immacolata Concezione o della Resurrezione dei Corpi dopo il giudizio universale ecc.), ma il Messaggio!

Il Cristianesimo non è tanto una religione quanto un messaggio universale che predica l’altruismo, la misericordia ecc.

Meno male che c’è ancora qualcuno disposto a credere in questi valori!

 

MF. Se il cristianesimo non fosse una religione, ma un messaggio, il Papa sarebbe un disk-jockey o il direttore di un canale televisivo. Di nuovo, le pare serio?

 

 

‘A questo punto, diventa non ovvia una domanda: in cosa crede chi crede?’

 

Io, e come me sicuramente alcuni cristiani, credo nella bontà e nella forza dirompente del messaggio cristiano, di un Dio che si fa uomo per espiare le colpe degli uomini. Sinceramente non mi interessa se Gesù sia veramente il figlio di Dio o se esista veramente un aldilà perchè non sono conoscenze noi accessibili. Mi interessa che quante più persone credano nel messaggio immortale e socialmente nobile del Cristianesimo: «Ama il prossimo tuo come te stesso». In una parola, la tolleranza, che pare così dimenticata in questo tempo bugiardo in cui regnano i grandi mali del fanatismo e del suo opposto, il relativismo estremo, all’origine dell’odio da un lato e della mancanza di responsabilità dall’altro! Perciò non fomentiamoli, ma rispettiamo la scelta di una ragionevole fede!

 

MF. In questa ‘ragionevole fede’, perché sente il bisogno di richiamarsi a Cristo, nel momento in cui sinceramente ammette che non gli interessa sapere se sia veramente il figlio di Dio? Tra l’altro, a me non pare un dettaglio.

Se non fosse stato figlio di Dio, sarebbe stato un bugiardo o un millantatore, visto che si proclamava figlio di Dio e re dei Giudei. Bel modello morale, davvero…

 

‘In dodici brevi capitoli questo libro propone, in un linguaggio accattivante e accessibile, i problemi e gli aspetti più sorprendenti della fede contemporanea, che oscilla tra l’incredulità nei dogmi e la fede nei miracoli, per giungere a un finale a sorpresa: chi crede, se è cattolico, e qualunque cosa creda di credere, in realtà crede nel Papa, non in Cristo, non in Dio, e figuriamoci poi nello Spirito Santo’

 

Penso che si banale e non sempre vero dire che chi crede, crede nel Papa e non in Dio e/o in Cristo. E’ chiaro che noi crediamo in testimoni della fede, ma il nocciolo profondo della fede cristiana è ben altro che l’insieme dei dogmi della religione statuaria… Kant docet… E Ferraris lo sa bene.

 

MF. Lei dunque sarebbe disposto a dichiararsi protestante, come Kant? E se no, perché?

 

C’è chi crede nel Papa in quanto garante della Chiesa di Cristo, ma c’è anche chi crede nel messaggio universale del Cristianesimo senza con ciò credere nell’autorità del Papa…

 

MF. E sono i protestanti, appunto. Lei è protestante?

 

Tutto ciò mi sembra uno sterile e fastidioso divertissement  pseudo-filosofico… Cerchiamo, piuttosto, di sensibilizzare il cristiano a una fede più critica, alimentata dal seme agostiniano del dubbio, da un lato, e della forza critica della ragione e della morale kantiana dall’altro…

 

MF. Benissimo, ma mi dica: lei è cattolico o protestante? E se è protestante, perché crede nei dogmi papali? E se non ci crede, perché non si dichiara tranquillamente protestante o eretico? Guardi che non sono mica parolacce.

 

Insomma, credo che questi vogliono essere degli argomenti contro le presunte ipocrisie della fede cristiana, allora non colgono proprio nel segno!

Forse potrebbero essere argomenti forti per altre religioni più statuarie e meno o per niente legate a un messaggio morale di tolleranza e rispetto della diversità!

 

MF. Mah, guardi che quanto a rispetto della diversità non mi sembra che il cristianesimo vada fortissimo.

 

Penso che il Cristianesimo sia la religione più equilibrata e più moralmente ricca.

 

MF. Sono contento per lei. Altri sono di altro avviso, ed è giusto così.

 

Quale espressione più moralmente ricca possiamo trovare in altre religioni della frase agostiniana «Ama e fa ciò che vuoi»?

 

MF. In base al principio ‘ama e fa’ ciò che vuoi’ se ne possono fare di tutti i colori, mi creda, o creda anche in questo…

 

Prof. Nicola Simonetti

 

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