Londra: Babbo Natale non esiste

 

Scrive Enrico Franceschini su La Repubblica del 12 dicembre:

”Si può perdere il posto di lavoro per avere detto una cosa vera e universalmente risaputa? Si può, se la si dice nel posto sbagliato, alla gente sbagliata. La supplente di una scuola inglese, forse non sapendo come tenere buona la classe, ha sbalordito i suoi alunni con una scioccante rivelazione: Babbo Natale non esiste. I bambini, tornati a casa, l’hanno riferito in lacrime ai genitori. Mamme e papà, probabilmente reduci da lunghi week-end di shopping per scegliere, acquistare e impacchettare i regali da mettere sotto l’albero, hanno sepolto il preside della scuola sotto una valanga di lettere e telefonate inviperite. Senza perdere tempo, il preside ha prontamente licenziato la maestra colpevole di avere pronunciato un’eresia.


É accaduto, riferisce il Sun di Londra, alla Boldmere Junior School di Sutton Coldielf, una cittadina delle West Midlands, nell’Inghilterra centrale. ‘Tutti voi siete ormai abbastanza grandi da sapere che Babbo Natale non esiste’, ha detto la maestra a una classe di alunni tra i nove e i dieci anni d’età. ‘Chiedetelo ai genitori e anche loro vi diranno che non esiste’. Così i bambini hanno fatto, ma i genitori non hanno per nulla gradito.


‘Quella supplente non aveva il diritto di portare via ai nostri bambini il lato più magico del Natale’, ha detto una mamma. ‘Mia figlia è rimasta sconvolta’, le ha fatto eco un’altra. ‘Non spetta agli insegnanti decidere se e quando è il momento di dire queste cose’, s’è arrabbiato un padre. ‘Siamo disgustati’, è stato il commento più ripetuto. Dopodiché i genitori si sono coalizzati, scrivendo al preside che la maestra ha ‘sconvolto’ e ‘turbato’ gli alunni. Il preside si è detto d’accordo. ‘É stata presa una decisione immediata, quella supplente non lavora più per noi’, ha reso noto la segreteria della scuola.


La rivolta segue le recenti polemiche sulla ‘cancellazione del Natale’ in alcune città, aziende private e scuole del Regno Unito, che in preda a un eccesso di multiculturalismo ‘politicamente corretto’ hanno abolito i tradizionali ‘Christmas party’ e le decorazioni natalizie per non offendere le minoranze religiose: atteggiamento giudicato un’esagerazione controproducente perfino da alcune associazioni musulmane. La supplente delle Midlands, con la sua rivelazione, ha offeso una ‘minoranza’ molto più ampia e ancora più sensibile di quelle religiose: i bambini. Che devono decidere da soli, commenta il Sun, quando è arrivato il momento di non credere più a Santa Klaus.”

 

In effetti, anche qui a New York non si dice più ”Christmas Party”, ma ”Holiday Party”, per non turbare le minoranze e le altre fedi, con tutto che anche molti Ebrei festeggiano il Natale. Ma c’è un cortocircuito che fa riflettere: cosa c’entra Babbo Natale con la cristianità? Ovviamente, nulla. Eppure, nella reazione contro la supplente, si ha quasi l’impressione che la sciagurata avesse sfiorato, sia pure tangenzialmente, la zona numinosa del Sacro. Come se il politeismo cristiano avesse incorporato anche Babbo Natale fra le sue divinità  minori e, nella fattispecie, per minori. Lo si può dimostrare con un semplice esperimento mentale. Se uno dice ”porco Buffalo Bill”, ha  insultato una persona reale, eppure non sembra gravissimo. Ma se uno dice ”porco Babbo Natale” non è meno grave, come dovrebbe (in fondo, è solo una entità fittizia, come Sandokan); sembra più grave, sfiora la bestemmia.

 

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