Babbo Gesù

intervista con Max Stèfani

 

Mucchio Selvaggio, n. 633, aprile ’07, pp. 96-99

 

Ultimamente le librerie sono sommerse da libri sulla religione cattolica. E¹ colpa del successo del Codice Da vinci, di una finalmente rinnovata curiosità dei credenti e degli atei verso un argomento fondamentale nella nostra storia o per l’intervento sempre più invasivo del Vaticano nella nostra vita privata? Tu fai notare che intorno al 1968 la religione appariva ai più come una forma di vita in sparizione.

 

Ferraris. Ovviamente, quanto ai motivi del ritorno dei libri sul cattolicesimo, è la terza che hai detto, l’invasività del Vaticano, e in particolare di questo Papa. Le chiese sono sempre più vuote, il comportamento dei credenti è uguale a quello dei non credenti, e persino la cattolicissima Spagna, alleata di Roma sin dal Cinquecento, è ora laicissima. Figuriamoci i paesi protestanti e i paesi ortodossi. Restano lontane colonie in Sud America e in Africa (dove però il cattolicesimo è spesso misto ad animismo: vi siete chiesti perché non c’è mai stato un papa nero, che pure sarebbe una mossa retoricamente grandiosa?). In Italia, poi, è finita la DC, e non è detto che risorga (per usare il lessico adatto all’occasione). Il Papa, allora, questo Papa, organizza la resistenza nel Bunker, e non va tanto per il sottile…

 

Tu ti poni una domanda interessante: ”In un paese cattolico, in cosa crede chi crede? Non certo in un Dio nato da una donna, morto, risorto, ridisceso, risalito, uno e trino perché sarebbe come credere in Babbo Natale. Credono in colui che lo rappresenta, ovvero il Papà”. Però il concetto di base, al di là che credano più o meno a tutte queste storie, è che credono soprattutto nella vita dopo la morte, perché la base di ogni religione è il diniego di dover morire un giorno, di dover perire, sparire senza lasciare tracce e a tornare al nulla dal quale proveniamo.

 

Ferraris. Non credo che i cattolici siano più fiduciosi nella vita dopo la morte di quanto non lo siano i credenti di altre religioni, e di quanto non lo siano gli atei. Le spese mediche crescono, si smette di fumare, la vita media si allunga, molti eccellenti ospedali sono cattolici. Tutti segni del fatto che la sola cosa certa è questa vita. Se poi ce n’è un’altra, tanto meglio, si dicono i cattolici, ma non riescono a rappresentarsela (come si rinasce? A che età? In che forma?), e dunque non riescono a sperarla, visto che è una immagine vaga e vuota. Non riescono nemmeno a temerla –mi chiedo quanti dei preti colpevoli di reati di varia natura temano il giudizio di Dio.

 

Tu sostieni giustamente che la Resurrezione è la prova che Cristo non era uno dei tanti profeti, ma davvero il Messia, il figlio di dio e il re di Israele venuto a liberare i vivi e i morti. Non credere alla Resurrezione è far cadere qualsiasi differenza reale tra il Cristianesimo, l’Ebraismo e l’Islam. È la morte del Cristianesimo ridotto a burletta. Non credere nella resurrezione vuol dire non essere cristiani. Ma quanti oggi credono veramente che Gesù è risorto?

 

Ferraris. Appunto, non lo so. Mi sembra che siano pochi, e di questi pochissimi ci credono alla lettera. In questi giorni si è diffusa la notizia che a Gerusalemme è stata trovata la tomba di Cristo, con i suoi resti (dunque non sarebbe risorto). Quasi non se ne è parlato, mentre infuriavano i dibattiti sui Dico, per l’ottimo motivo che nessuno crede che Cristo sia davvero, letteralmente, risorto, e dunque il ritrovamento dei suoi resti non pare una notizia che meriti di essere confermata o contestata. È come se avessero trovato la tomba di Cristoforo Colombo in India: nessuno, tranne lui all’inizio, ha mai pensato veramente che quella che lui ha scoperto fosse l’India, quindi la notizia, se così posso dire, non fa notizia, e appare quasi come una bizzarria o come uno scherzo di cattivo gusto, uno scherzo da preti…

  

Che cosa favorisce l’impulso a credere in una religione? Dawkins sostiene che i bambini sono ”programmati” in modo da avere fiducia innata in ciò che raccontano gli adulti: poiché gli adulti raccontano che dio esiste, i bambini ci credono e questa fede viene trasmessa di generazione in generazione.

Quando le varie parti si contendono la verità a forza di cifre, non si esita a dire che un bambino è cristiano o musulmano, quando nessuno si sognerebbe mai di dire che un bambino è keynesiano o marxista. Perché con la religione si fa un’eccezione?

 

Ferraris. ”Se si racconta una storia, per quanto assurda o impossibile, a un bambino, e chi la racconta è qualcuno che lui considera infallibile (generalmente un genitore), la accetterà come verità rivelata e ne conserverà un ricordo immutato fino al momento in cui non sarà portato a rifletterci su. Il che può anche non succedere mai.” Questo lo ha scritto George Bernard Shaw, e si adatta magnificamente al cattolicesimo. Il momento può non venire mai, ma anche se viene è troppo tardi, per le statistiche sei cattolico. E io temo veramente che le statistiche, per la Chiesa, per questa Chiesa, siano la sola cosa che conta, come l’auditel per Pippo Baudo e Del Noce.

 

La Messa è qualcosa di diverso da una seduta spiritica. Come sostieni, era l’idea che i romani si erano fatti dei riti cristiani (”è vero che vi riunite per mangiare un morto?” Chiedevano i questori). È una conclusione logica e inevitabile, se non si prende sul serio l¹idea che Cristo sia veramente risorto.

 

Ferraris. Appunto. Come sai, lo spiritismo si diffonde nell’Ottocento, dopo il venir meno della fede nella resurrezione. Ci si accontenta di parlare con gli spiriti, visto che i corpi non si toccheranno più. Ora, compatiamo gli spiritisti, ci sembrano delle Vanne Marchi o dei Maghi Othelma, però le folle si radunano in Piazza San Pietro a sentire l’Angelus, e la politica deve fare i conti con quello che pensa un uomo che afferma  di credere che non solo gli spiriti, ma anche i corpi, riappariranno un giorno. Altro che le chiromanti, altro che i medium. La sola scusante, il motivo per cui si dà retta a quell’uomo, è che si ritiene che nemmeno lui ci creda davvero. Va bene. Ma, allora, da dove trae la sua autorità, visto che si dichiara vicario di Cristo, vicario di un uomo famoso e autorevole essenzialmente per essersi detto figlio di Dio e per essere risorto?

 

La fede è un affare di desiderio d’opium, di voglia di credere nei propri desideri piuttosto che la realtà? Magari Gesù era una brava persona, magari un po’ spiritata (come del resto Paolo di Tarso) che ebbe guai con le autorità e perì sotto Ponzio Pilato, ma è più semplice farlo diventare un Dio. Certo sostenere che Dio si è incarnato e lo ha fatto per noi è narcisismo alle stelle.

 

Ferraris. Far diventare Cristo figlio di Dio non è una faccenda di tutto riposo, soprattutto se lo si vuol far diventare  Dio lui stesso pur restando monoteisti. Ci vuole molta fede, o molta incredulità e indifferenza. E il bello è che se uno va matto per Michael Jackson, senza ritenerlo Dio, è compatito…

 

Molti sostengono che i cristiani abbiano oscurato quasi 20 secoli di storia, creando il primo totalitarismo, concentrando tutti i poteri nella mani della chiesa che, in nome di un oscuro e ipotetico crocefisso, nato a Nazareth, ha ucciso, massacrato, deportato milioni di persone. Per la prima volta nella storia dell’uomo, la morte ha preso il sopravvento e il potere. Cosa ne pensi?

 

Ferraris. Non credo che sia la prima volta nella storia umana in cui la morte prende il potere, il potere ha avuto sempre a che fare con la morte. Non esagererei le responsabilità della Chiesa cattolica, questo erede in tono minore e su scala parrocchiale (è il caso di dirlo) dell’Impero Romano. Ovviamente, non ne esagererei nemmeno i meriti, come fanno tanti teocon in questi anni. Sulla faccenda degli eredi. Ci sono stati tanti eredi dell’impero romano, che so, anche il Sacro Romano Impero, che alla fine, diceva Voltaire, non era né sacro, né romano, né impero. Ecco, la chiesa di oggi mi pare nella stessa situazione, e se non se ne riconosce l’intima debolezza è perché non ha possessi territoriali o eserciti, e si limita a comportarsi in modo dispotico con Prodi e Berlusconi.

 

La fine dei grandi discorsi politici marxisti o social democratici, svaniti l’uno nel totalitarismo, l’altro nel liberalismo, lascia l’orizzonte intellettuale vuoto di senso, di prospettiva, di alternativa. Rimane il pensiero magico.

 

Ferraris. Quello c’è sempre stato, guardate i talismani, le lotterie… Più interessante, nello specifico italiano, è un altro caso: come c’erano i radical chic che si dichiaravano marxisti e vivevano nel più borghese dei modi, così oggi ci sono i teocon, in Italia, che si dichiarano devoti e atei insieme. Altrove non saprei. Ma il caso è interessante, perché teocon e radical chic hanno in comune il fatto che del problema del senso se ne infischiano bellamente, non sanno nemmeno cos’è, vogliono solo vivere bene. E come dargli torto? Solo che per farlo rompono le scatole a tutti, una volta dicendo ‘Né con lo Stato, né con le Br’, oggi raccontando i loro ‘percorsi di fede’, o i buoni motivi dell’ubbidienza al Papa, su giornali, giornalini e televisioni.

 

Come è possibile che nel 2006 in un paese ”moderno” come l’Italia si possa credere ancora nei miracoli? Non trovi preoccupante che il Tg dia la notizia dello scioglimento del sangue di San Gennaro come fatto certo, accanto a un incidente stradale? Lavaggio del cervello?

 

Ferraris. No, potere della Chiesa, e sistematica intromissione nelle vicende dello Stato laico. Inoltre, nello specifico di San Gennaro, gusto mediatico dello spettacolare. L’infrazione di una legge fisica, anche se falsa, fa pur sempre notizia, è un po’ come l’uomo che morde il cane.

 

 

Molti non sanno che per millenni c’era la proibizione di leggere la Bibbia, sia in ebraico o greco, ma anche nelle lingue volgari. La linea guida era quella che se dei laici leggono la bibbia succede come in Germania dove i contadini hanno mosso la guerra ai principi?

 

Ferraris. Non mi risulta che ci fosse questo divieto, e mi sorprenderebbe, sarebbe stato come invitare il gregge a non andare a controllare le fonti delle affermazioni dei pastori, e poi il divieto avrebbe suscitato un minimo di curiosità… Certo, però, i cattolici non hanno mai incoraggiato la lettura della Bibbia, e persino dei Vangeli. Sono sempre andati forti i catechismi, gli oratori e le novene. L’idea era che il vero rapporto di fede non era tra il credente e i libri sacri, ma tra i credenti e i preti, in quanto interpreti auto-autorizzati di quei libri.

 

Perché i paesi cattolici pullulano di miracoli e di miracolati, mentre quelli protestanti devono ripiegare su fantasmi, lupi mannari ecc.?

 

Ferraris. Appunto perché gli mancano i miracoli, i miracolati, i santi e i beati. Il che però la dice lunga sulla elevatezza della fede nei santi e nei miracoli. Dopotutto, c’è una vera differenza tra il credere che Padre Pio ha avuto le stigmate e il credere che a Loch Ness c’è un mostro marino?

 

Il filosofo francese Onfray sostiene che il Cristianesimo, con le altre religioni monoteiste, ci ha rovinato la vita. Sei d’accordo?

 

Ferraris. No, non sono d’accordo, Onfray esagera. Il Cristianesimo non ci ha rovinato la vita, semplicemente ha dato una mano, e robusta, alla nostra tendenza a rovinarcela. Altre religioni le conosco poco, ma per esempio non mi sembra che il Buddismo o lo Scintoismo rovinino granché la vita.

 

Sembra che in Europa si continui a sviluppare una tendenza all’illuminismo e al raziocinio scientifico, mentre in America e nel mondo islamico sia in corso un’esplosione di fanatismo teocratico. Sembra che i cristiani americani da una parte e i musulmani dall’altra stiano combattendo la medesima battaglia, in cui gli europei rimangono presi nel mezzo. Bush e Bin Laden sono dalla stessa parte: la parte della fede cieca e della violenza, contro la parte della ragione e della discussione. In Italia corriamo il rischio di staccarci dall’Europa?

 

Ferraris. No, perché il cattolicesimo italiano è solo di facciata, influenza politicamente vicende interne, ma al di là di quello non credo proprio che ci siano dei fanatici, almeno in massa. Questo appunto perché i cattolici, per quel che posso vedere, sono tutto sommato cinici e increduli. Se stanno male vanno dal medico, e sotto sotto sono convinti che Darwin abbia ragione. In questo sono diversi dai fondamentalisti, americani o islamici, che credono molto di più alle loro fedi, e dunque non credono a Darwin e gli contrappongono il Disegno Intelligente, o seguono delle restrizioni alimentari, o persino terapeutiche, quando contrastano con quanto sta scritto nella Bibbia o nel Corano.

 

In America vengono sempre di più messe in discussione le teorie di Darwin. Rifacendosi anche a San Tommaso D’Aquino, anche chi riconosce che possiamo essere il prodotto di un’evoluzione, sottolinea che solo un Essere Supremo avrebbe potuto creare un universo perfettamente calibrato. Al che lo scienziato risponde sempre ”e allora chi ha creato Dio?” Perché ogni Dio capace di disegnare un universo del genere deve essere un’entità supremamente complessa e altamente improbabile, la cui esistenza necessita di spiegazioni ancora più grandi di quelle necessarie a spiegare la nostra esistenza.

 

Ferraris. Credo appunto che il Disegno Intelligente sia semplicemente una formulazione reattiva. Se Darwin contrasta con la Bibbia, bisogna pur contrapporgli qualcosa di, per così dire, ‘biblicamente corretto’. Ma a questo punto si apre il problema della teodicea, della giustificazione di Dio, e del male di cui diventa responsabile, se ha creato il mondo con un disegno intelligente. Perché ha creato un mondo in cui sono possibili terremoti, tsunami, malattie orripilanti e atroci? E, se questi eventi sono comunque soggetti a leggi fisiche su cui il creatore non può intervenire, una volta avviato il processo, perché comunque ha reso possibili i telegiornali di Emilio Fede, i romanzi della Tamaro e le canzoni di Al Bano? Quale Disegno Intelligente può aver concepito cose del genere?

 

Perché la Spagna ha potuto trasformarsi in un modello di laicismo mentre in Italia la parola ”laicista” è quasi un insulto?

 

Ferraris. Perché in Spagna non c’è il Papa.

 

La Chiesa romana insiste nell’impedire ai chierici il matrimonio e quindi una vita sessuale normale. Ammette tra i denti che non si tratta di un ”dogma”, ma non cede. Questo di fronte agli scandali americani sulla pedofilia e ai sempre più numerosi casi italiani. Non trovi che la rigida dottrina sessuale del Vaticano suoni sempre più assurda?  Sembra che l’unico modo per loro di sopravvivere in un’umanità che non capiscono è privilegiare il loro mondo di finzione alla realtà del mondo.

 

Ferraris. Io credo che l’umanità i preti la capiscano benissimo, direi quasi troppo bene, tanto son bravi a mestare nelle sue fragilità. E allora il comportamento della chiesa appare moralmente ingiustificabile,un obbrobrio. Non c’è crimine moralmente più abietto (‘maxima debetur pueris reverentia’), psicologicamente più devastante e socialmente più rovinoso della pedofilia, e la chiesa è sistematicamente coinvolta in questo crimine. E Ratzinger a suo tempo aveva dato istruzione ai vescovi di mettere a tacere il più possibile i casi che emergevano (e che ora esplodono senza rimedio e perdono), aveva anche dato istruzione alle autorità ecclesiastiche di avviare indagini precedenti e preventive rispetto a quelle delle autorità civili, coprendo i crimini… Ora, per i suoi peccati, per i peccati dei suoi preti e le decisioni dell’allora prefetto della dottrina della fede, la chiesa è sommersa dai debiti e dagli scandali, eppure il prefetto, ora Papa, osa affacciarsi all’Angelus e tuonare contro le infrazioni della legge di natura nell’etica sessuale dei laici. Visto che questo è un giornale rock, vorrei ricordare un verso di Dylan in Master of The war: ‘Persino Gesù non vi perdonerà quello che avete fatto’.

 

Il mondo non sarebbe un luogo decisamente migliore se la morale predicasse soltanto di fare del bene al prossimo senza il contorno di ”ossessioni religiose” sui peccati della carne e le tentazioni del piacere sessuale?

 

Ferraris. Non lo so, nessuno può dirlo, credo, l’umanità è una strana cosa, e soprattutto una cosa complicata e spesso irrazionale. Ma questo non toglie nulla allo sdegno per i peccati cui hanno ceduto troppo spesso persone che si ammantano del titolo, in fondo derisorio, e davvero ben trovato, di ‘pastori d’anime’.

 

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