Blog di Maurizio Ferraris - In cosa crede chi crede?
In cosa crede chi crede?    di Maurizio Ferraris


"...to obey is one thing, to believe is another... belief requires teachers and arguments drawn either from reason, or from some thing already believed."

Thomas Hobbes, An answer to a Book published by Dr. Bramhall..., English Works, IV p. 339.


Gesù e Babbo Natale

con Maurizio Schoepflin

 

Avvenire, “I filosofi e la «favola» del Natale”, 25 nov. 2006

 

Dopo aver letto le incredibili affermazioni di Maurizio Ferraris in merito alla maggiore plausibilità della credenza in Babbo Natale che in Gesù Cristo, mi sono venute in mente due riflessioni che mi hanno condotto a considerare superficiale, inconsistente e ridicolo quanto sostenuto dall'esimio professore. Infatti, basti pensare che se Ferraris avesse ragione dovremmo rivedere tutta la storia della filosofia, e della cultura in genere, e apportare a essa radicali correzioni. In effetti, come potremmo continuare a proporre nelle nostre scuole e università lo studio di Sant'Agostino e San Tommaso, Dante e Manzoni, Beato Angelico e Bach, i quali, avendo manifestato reiteratamente e pubblicamente la loro fede in Gesù Cristo, si sarebbero perciò stesso guadagnati la patente di poveri citrulli? Suvvia, vi sembra possibile?! Vi sembra sostenibile che le «Confessioni» e la «Divina Commedia» siano il prodotto di menti non adeguatamente sviluppate e immature? Per parte mia - lo dico con tutta umiltà -, continuerò a leggere più volentieri le opere di Pascal e di Kierkegaard che quelle del professor Ferraris. La seconda riflessione prende le mosse da un interessante dato storico: nel 1959 padre Cornelio Fabro, uno dei maggiori studiosi di filosofia italiani del Novecento, fondò, presso la Pontificia Università Urbaniana, il primo Istituto in Europa di Storia dell'Ateismo. Che differenza di stile e di sensibilità! Mentre il professor Ferraris sbeffeggia altezzosamente i cristiani, un uomo come Fabro, prete, religioso e docente di chiara fama, lungi dal considerare i non credenti dei poveri sciocchi, sentì l'esigenza di approfondire con serietà la questione dell'ateismo. E accanto a Fabro potremmo elencare un gran numero di pensatori credenti che hanno affrontato con rispetto e grande impegno il problema del rifiuto di Dio, preferendo sempre l'argomentazione seria e rigorosa alla boutade inutilmente provocatoria. Uomini da cui Ferraris avrebbe molto da imparare.

 

Maurizio Schoepflin

 

 

Ferraris. Caro Schoepflin, la ringrazio per avermi inviato il suo articoletto, che in effetti mi era sfuggito. Difficile trovare argomenti più inconsistenti dei suoi. Sant’Agostino, San Tommaso e Dante, tanto per dirne una, pensavano che il sole girasse intorno alla terra. Se uno dice che la terra gira intorno al sole, li tratta da citrulli? ciò premesso, preferisco anch’io leggere Pascal e Kierkegaard che leggere Schoepflin o Fabro.

 

Schoepflin. Caro Ferraris, forse in comune abbiamo solo il nome (quello di un santo militare, morto - povero illuso! - per la fede in Gesù Cristo; almeno se lo avesse fatto per Babbo Natale .). O forse altre cose ci accomunano: il gusto della polemica, la gentilezza (grazie di cuore per la rapidità della risposta) e, magari, anche un po' di passione per la filosofia. Quanto all'inconsistenza dei miei argomenti, mi lasci dire che davvero ben poco consistenti debbono essere anche gli argomenti degli atei e dei non cristiani (come lei) che da secoli cercano di convincere il prossimo delle loro idee senza minimamente riuscirci. 

Con vivissima cordialità.

Maurizio Schoepflin

 

Ferraris. Caro Schoepflin, questo scambio incomincia ad appassionarmi. Lei sostiene che il fatto che uno non riesca convincere un altro a non credere nelle cartomanti è un argomento a favore delle cartomanti? Ma, detto questo, sono felice che, almeno in privato, sia gentile. Anch'io apprezzo la gentilezza. Un saluto molto cordiale, Maurizio Ferraris

 

Schoepflin. Caro Ferraris, cartomanti!? Ma come fa ad apprezzare Kierkegaard e Pascal e Sant'Agostino se ritiene che che il perno intorno a cui è girata tutta la loro vita e tutta la loro filosofia è qualcosa che assomiglia al mago Otelma? Ma possiamo sul serio liquidare il cristianesimo e tutto ciò che ne è derivato anche sul piano culturale (arti figurative, letteratura ecc.) come se fosse una questione simile alla smorfia per giocare al lotto?

Con accresciuta cordialità.

Maurizio Schoepflin

 

Ferraris. Caro Schoepflin, io non riesco a vedere niente di diverso tra una cartomante e Padre Pio. E credo che, per esempio, Kierkegaard l'avrebbe pensata esattamente come me (Kierkegaard, tra l'altro, riteneva che il Papa sia uno scandalo). Sempre con molta cordialità, Maurizio Ferraris


Schoepflin. Caro Ferraris, il problema non è Padre Pio (che, peraltro, sarebbe piaciuto a Bergson, altro personaggio non del tutto trascurabile). Il problema è Gesù Cristo. Io, comunque, non le chiedo di credere (almeno per il momento ... non si arrabbi sto scherzando), le chiedo di valutare l'impatto (brutta parola) del cristianesimo con la cultura e con la storia. E' a questo proposito che mi sembra un po' azzardato (eufemismo!) il paragone con la cartomanzia e roba simile.

Ormai la cordialità che intercorre tra noi è un fatto assodato (e non è poco). Ma mi piace confermargliela.

Maurizio Schoepflin

 

Ferraris. Caro Schoepflin, io non dubito che il cristianesimo abbia avuto un impatto con la cultura e con la storia. Ma, se la mettiamo su questo piano, in 12 anni Hitler è riuscito a realizzare un impatto fortissimo (sebbene scendendo a patti con il cristianesimo, questo glielo concedo). Le pare un argomento a favore di Hitler?

Ri-cordialmente

Maurizio Ferraris

 

Schoepflin. Caro Ferraris, e perché invece gli argomenti a favore della sua tesi, cioè a sfavore del cristianesimo sono validi? Ai suoi occhi conta di più (come prova negativa si intende) la devozione a Padre Pio, che l' "Itinerarium mentis in Deum" di San Bonaventura? E perché dovremmo accettare una simile valutazione che mi sembra quanto meno discutibile?

Con rinnovata e più convinta cordialità.

Maurizio Schoepflin

 

Ferraris. Caro Schoepflin, io ho detto semplicemente che se l'argomento è l'impatto storico, come diceva lei, allora di impatto storico ne ha avuto anche Hitler. Cosa c'entra San Bonaventura, a questo punto? Lei salta, mi consenta di dirlo amichevolmente, di palo in frasca. Un saluto molto cordiale, Maurizio Ferraris

 

Schoepflin. Caro Ferraris, né palo né frasca. Purtroppo la posta elettronica non concede troppe possibilità per spiegarsi.

Nel filo del mio pensiero San Bonaventura ci stava assai bene. Ora provo a dirrlo così, tornando a un punto per me essenziale, sul quale lei, consenta anche a me di dirglielo con il massimo rispetto, preferisce glissare: se Gesù Cristo è una solenne "panzana", alla stregua della cartomanzia (questo è un suo esempio), lei dovrebbe avere il coraggio di dire che tutti i filosofi, gli scrittori, gli scienziati che hanno creduto in lui e ne hanno fatto la pietra angolare della loro vita e della loro opera sono dei "citrulli". Ovviamente lei fa benissimo a preferire Pascal e Kierkegaard a un povero cristo come me, ci mancherebbe altro! Ma come fa a leggere l'Esercizio del cristianesimo o i Pensieri essendo convinto che i loro autori sostengono una solenne "panzana", e vogliono per di più convincere anche gli altri della validità di essa?

La cordialità sta diventando amicizia, o quasi.

Maurizio Schoepflin

 

Ferraris. Caro Schoepflin, uno può benissimo credere nella immacolata concezione e pilotare un jet, o, come è successo  a Goedel, essere il massimo logico del Novecento e credere nei fantasmi. Ci possono essere delle zone di irrazionalità, che però diventano tanto più imbarazzanti quanto più l'umanità va verso la ragione. Mi spiego. San Bonaventura non solo credeva alla resurrezione, ma credeva a un sacco di assurdità, perché era un uomo del medio evo. Restiamo tra gli uomini moderni, che hanno più o meno la nostra storia e la nostra cultura. Per l'appunto, Pascal e Kierkegaard, che sono diventati moderni non grazie al cristianesimo, ma grazie al progresso dell'umanità. Loro credevano, sebbene a cose diverse (ripeto, Kierkegaard non credeva nel Papa, e questo per lei dovrebbe fare una differenza, non dovrebbe poterlo incorporare fra i testimonial del giornale della Cei). Va bene. E invece Nietzsche, Freud, Marx e un sacco di altri non credevano. Lei forse li considera citrulli solo perché non credevano? Ovviamente no. Così, io non credo che Pascal e Kierkegaard siano dei citrulli solo perché credevano. Le sembra così strano? E le sembra strano che, invece, senza offendere Pascal e Kierkegaard, io possa considerare citrulli quelli che pregano Padre Pio esattamente come considero citrulli quelli che ascoltano le canzoni di Al Bano?

In attesa che finisca a tarallucci e vino, la saluto cordialmente

Maurizio Ferraris

 

Schoepflin. Fra chi dovrebbe finire a tarallucci e vino? Fra me e lei? Non ne vedo il motivo. Inoltre mi permetto di dirle di non si farsi illusioni: la "querelle" con Dio o contro Dio, Cristo sì/Cristo no è nata prima di lei e di me e non finirà né con lei né con me. A me, comunque, farebbe piacere continuarla, sempre se lei vuole. Potremmo scrivere un piccolo libro a quattro mani: io faccio Dio e lei Babbo Natale e ognuno elenca i motivi per i quali ritiene di meritare la fede degli uomini.

Il punto non è il papa e neanche Padre Pio. Anche Lutero non credeva nel papa, ma credeva in Dio e in Gesù Cristo. Poi, se non sbaglio, non è che gli uomini di cultura abbiano smesso di credere dopo il Medioevo. Pensi: in Dio e in Gesù Cristo hanno creduto e credono persone come Antonio Rosmini, Alessandro Manzoni, Edith Stein, Madre Teresa di Calcutta, Hans Kueng, Joseph Ratzinger, Carlo Maria Martini ecc. ecc., che non mi sembrano emergere da quelle che lei considera le tenebre dell'Età di Mezzo.

Con la consueta cordialità.

Maurizio Schoepflin

 

Ferraris. Guardi che non ci siamo capiti. Lei crede in Dio, ma io non credo in Babbo Natale. E, come le ho ripetuto più volte, il fatto che delle persone intelligenti credano in Dio è un argomento di autorità, tanto quanto sostenere che delle persone intelligenti non credono in Dio. Non le pare? Vede, i ragionamenti sono delle cose, gli argomenti ex cathedra delle altre, ma il cattolicesimo tende a fare confusione. Lo dimostra il fatto che pur occupandosi ormai cronicamente del mio libro (Gianni Gennari il 10 novembre, lei il 25, e Fabio Carminati il 3 dicembre) i miei ragionamenti non sono mai stati esaminati. Non mi stupisce. Come si parla di fede granata o di fede rossonera, bisognerà parlare di fede cattolica, come di un atteggiamento calcistico. Mi stia bene

Maurizio Ferraris

 

Schoepflin. Vabbé, forse non ci siamo capiti. Comunque a me ha fatto piacere colloquiare con lei e la ringrazio della cortese disponibilità. Se e quando vuole possiamo continuare. Ma, se preferisce, satis est! Quanto alla fede calcistica, essendo io per la Fiorentina, la mia fede è viola. Tipico colore della quaresima cattolica!

Mi stia bene anche lei.

Maurizio Schoepflin

 

12:23 PM - Dec. 5, 2006


Commento senza titolo


Ieri sera girando per la tv sono capitata su quel programma che si occupa delle persone scomparse. Stava parlando una signora di Parma alla quale lo scorso marzo è stato assassinato il figlioletto. La signora stava raccontando di un sogno che aveva fatto quando era gravida: <<Un signore anziano con la barba mi ha detto: non lo avrai per olto tempo>>. Poi l\'intervista continuava, ma non è questo il punto. Il punto è che la serissima presentatrice e tutti gli altri abbiano pensato immediatamente a Dio, o a suo figlio da vecchio, e nessuno (tranne la sottoscritta, lo confesso) a Babbo Natale. Perchè pensare a Babbo Natale sarebbe stato scherzoso? Non sono due oggetti tanto diversi, in fondo, e solo nel nostro bel paese può essere automatico che si pensi all\'uno anzichè all\'altro. D\'altra parte il catechismo dalla prima elementare serviva proprio a questo, no? A creare degli automatismi, ad addestrarci. C\'è stato un momento, nella vita di ciascuno di noi, in cui ci hanno chiesto “ma tu credi ancora a Babbo Natale?“ e se non avessimo mangiato pane e padrenostro sin dalle nostre più tenere merende, non avremmo tutte queste difficoltà a chiedere, con la stessa semplicità, “ma tu credi ancora in Dio?\".
<br>Vaaaaaiiiiiiiiiiiiii Ferraris!!!!!!!


Samy - 03:24 PM - Dec. 5, 2006


Commento senza titolo


Mi sembra che il nucleo di questa discussione sia il perenne rapporto tra Fede e Ragione, a quanto pare mai realmente superato.
Personalmente concordo con Fabris, considerando l'aver fede come aver fiducia in qualcosa e di conseguenza non indagare su di esso, non sottoporre ad attività critica il soggetto.
La fede per sua natura tende a scavalcare ogni dubbio rendendo cio di cui si ha fede come verità.
Il fedele non ricerca, si fida. Anch'io adoro moltissimi scrittori e filosofi credenti, ma proprio in questo, a mio avviso, risiede il loro limite.
Cordiali saluti Francesco neri
p.s. Per quanto riguarda Cornelio Fabro prego di rileggere il suo epistolario con il prof. Severino.


Francesco Neri - 06:17 PM - Dec. 6, 2006


correzione


Concordo con il Prof. Ferraris e non Fabris come citato sopra.


Francesco Neri - 06:19 PM - Dec. 6, 2006


Commento senza titolo


Il signor Schoepflin dovrebbe rileggersi bene il libro, l' unico appunto che può fare a Ferraris una persona di buon senso, credente o no, è quello di avere ripreso argomenti vecchi come il mondo. (Argomenti, tra l' altro, di gente che in Dio ci credeva, pur non credendo in Babbo Natale, ma nemmeno nei miracoli). Ma c' è qualcosa di male? Non mi sembra che Ratzinger sia così rivoluzionario....


Francesco - 08:09 PM - Dec. 7, 2006


Commento senza titolo


L'ateo e il credente, partono da un presupposto comune. Il credenete ha fede assoluta nell'esistenza di un entità immateriale che chiama Dio e si sforza di dimostrarne razionalmente l'esistenza. L'ateo, per contro ha una fede ceca nella scienza empirica e con questa cerca di dimostrare la non esistenza. Ma razionalmente non si può ne dimostrare ne negare l'esistenza dell'immateriale. Come dimostrare empiricamente che non esiste un essere con le caratteristiche di Dio? All'opposto è impossibile dimostrarne inconfutabilmente l'esistenza.
Chi siamo? Da dove veniamo? Perchè siamo qui?
Cercare le risposte a questi interrogativi è ciò che ci eleva dalla condizione animale. Solo chi dubita sempre e comunque continua a cercare.
Chi è sicuro di possedere le risposte smette di cercare.


Anonymous - 11:44 AM - Feb. 27, 2008

Last Page Next Page


Maurizio Ferraris
Babbo Natale, Gesù adulto
In cosa crede chi crede?

Bompiani, pp. 151, Euro 11.00
<%'Calendar%>
Links
Sito di Maurizio Ferraris
Babbo Natale, Gesù Adulto

Tutti gli interventi
- Adunate oceaniche
- Come volevasi dimostrare
- Enterprise
- Babbo Gesù
- Cattolicesimo alla tedesca
- I Francesi sono sempre meno cattolici
- Il pensiero forte della Cei
- Se il Dio di Ruini diventa di destra
- L’emisfero dell’esoterico
- Il Cattolicesimo come forma d’arte
- Una religione identitaria
- L'Indice puntato
- Turchetto integrale
- Chi ha paura della teologia?
- Romolo e Remolo
- Babbo Natale - Errata corrige
- Presentazioni di Babbo Natale
- Vino rosso per Hegel
- Tutto il mondo è paese
- Voltaire, Dizionario Filosofico. Voce “Fede”
- Confessionale interattivo
- Riceviamo e volentieri pubblichiamo
- Rescogitans
- Pareyson, Vattimo e Francesco Giuseppe
- Cattolicesimo politico
- Londra: Babbo Natale non esiste
- Maria Vergine, Cantalamessa cade dalle nuvole
- God’s Total Quality Management Questionnaire
- Carminati ha visto la Madonna
- Scherzi da prete
- Gesù e Babbo Natale
- La fede di Saul Bellow e quella di Charles Manson
- Sarcasmo violento e bieco affetto
- "È così, è ciò che vedi, non può essere altrimenti"
- Renne e fede
- In fede e in malafede
- L'avvenire raglia
- Ermeneutica e verità
- Preferisco la fede di Agostino
- Quali cattolici?
- L'Ateo Economico

Statistiche


Feed (RSS)
[http://spazioblog.it/rss.php?w=babbonatale]