|
Si è avviata una discussione su Babbo Natale, Gesù Adulto, sul sito filosofico Rescogitans: http://www.rescogitans.it/. Ringrazio Simona Morini e Pietro Perconti a cui devo le prime due recensioni. Altre seguiranno.
10:39 AM - Dec. 27, 2006
Riflessioni
Mi sono imbattuta in questo blog per caso, galeotto fu il motore di ricerca su cui avevo digitato le parole \"Natale non è\" per cercare un pensiero originale da inserire nei miei auguri di Natale. Sebbene la visita non fosse voluta, ho seguito con vivo interesse lo scambio che c\'è stato a proposito degli argomenti trattati dal libro. Meno interessanti sono gli insulti e i vaneggiamenti, che non sono degni di essere presi in considerazione. Perciò mi limiterò a sole considerazioni sui commenti seri che sono stati pubblicati (lascio il turpiloquio e la strafottenza a chi sa esprimersi solo con quei mezzi).
<br>
<br>Non conosco le motivazioni, i ragionamenti, le risultanze da cui prende le mosse l\'opera del prof. Ferraris (e non nascondo che preferisco continuare ad ignorare quanto sopra), ma mi sembra innegabile la provocatorietà del titolo e dell\'introduzione al libro. Non a caso li ho definiti provocatori, e mi stupisce che il professore spieghi con ingenua facilità le reazioni di alcuni personaggi asserendo che si sono sentiti punti sul vivo, diciamo pure \"smascherati\". Forse che se qualcuno si prendesse la briga di ridicolizzare o insultare sua madre lui reagirebbe perché l\'insulto ha colto nel segno? Spero francamente di no!
<br>
<br>Ho comunque notato con un certo dispiacere che i commenti (di nuovo, quelli seri) riproducevano sistematicamente la contrapposizione credente/non credente, altrimenti detto l’eterna dicotomia Fede/Ragione. Dalla Fede (quella degli altri) è partito Ferraris, io vorrei partire dalla Ragione, soprattutto perché si è messa in dubbio la plausibilità - e dunque la ragionevolezza - del credo cristiano, specialmente di quello cattolico.
<br>
<br>Rinuncio in partenza a cimentarmi in argomentazioni filosofiche con chi ha un’esperienza e una conoscenza talmente approfondita della materia come il prof. Ferraris. Viste le mie nozioni di filosofia che si fermano alla 5a liceo e l’ingenuità ed inesperienza dei miei 26 anni non riuscirei nemmeno se volessi a sostenere un confronto in questi termini. Mi preme tuttavia fare una serie di considerazioni di carattere generale. Ci si arrovella tanto su quanto sia ragionevole credere (all’esistenza di Dio in primis, e in seconda battuta a dogmi, miracoli, virtù teologali, ecc…), arrivando a sostenere che sia più plausibile credere nel buon vecchio Babbo Natale che in nostro Signore Gesù Cristo. Ma quanto è ragionevole NON credere? Facendo eco al titolo del libro, in cosa crede chi NON crede? Non si crede perché spinti da un ragionamento (o una serie di questi?) E perché il ragionamento di chi NON crede dovrebbe essere più o meno valido di quello di chi credere? O si vuole sostenere che chi(unque) crede non ragiona tout court? O che crede in maniera totalmente acritica a qualunque cosa? Mi corre l’obbligo di puntualizzare che cedere o non credere sono SCELTE, tra l’altro molto personali, dettate dalle più svariate ragioni. Qualsiasi tentativo di generalizzazione è un vuoto e meccanico esercizio di statistica, a parer mio. Tra l’altro se è vero, come è vero, che nessuno ha mai dimostrato - diciamo empiricamente, scientificamente - l’esistenza di Dio, è altrettanto vero che nessuno ha mai dimostrato il contrario, ovvero che Dio non esiste.
<br>Se dunque non è plausibile credere in qualcosa di umanamente inconcepibile come l’Immacolata Concezione, la Verginità di Maria o la Trinità, vorrei capire su quali basi è invece accettabilissimo credere - che so - al Big Bang. Si badi bene che per me le due cose non sono nemmeno lontanamente paragonabili, e so benissimo che si può NON credere in Dio, nell’Immacolata Concezione, nella Verginità di Maria, nella Trinità e rifiutare categoricamente anche la teoria del big Bang. Vorrei solo capire perché la prima condizione sia considerata da alcuni affare da citrulli in quanto “zoologicamente inverosimile, politicamente scorretta”, mentre la seconda gode di una certa fama anche nel mondo scientifico, senza comunque essere scientificamente dimostrata nella sua totalità. Non è che un esempio, se ne possono trovare altri.
<br>
<br>Veniamo ora alla Fede. A quanto ne so io, chi crede - solitamente - crede in qualcosa che altri prima di lui hanno visto e sentito e l’hanno poi tramandato. Nella fattispecie, chi crede in Gesù Cristo, prima che nel Pontefice, crede sostanzialmente in quello che di Gesù Cristo hanno tramandato i testimoni oculari: gli apostoli (con alcune incursioni da parte della Chiesa, questo lo concedo, ma che non mi risultano aver mai alterato il messaggio evangelico). E comunque il credente professa la propria fede in un uomo veramente esistito (e su questo non si discute) più di 2000 anni fa che ha detto esplicitamente “Io sono il Figlio di dio, il Salvatore” e a cui questa affermazione è costata la vita. Non che sia stato l’unico ad essersi proclamato Dio/Figlio di Dio/Messia/Profeta… Gente che ha dichiarato di avere natura divina o anche solo di essere in contatto con il Divino ce n’è stata anche in tempi recenti, con qualche caso addirittura drammatico di sedicenti Figli di Dio che si sono rinchiusi nel ranch di Waco con i propri adepti per poi darsi fuoco. Mi risulta però che di tutti coloro che si sono proclamati figli di Dio si possa visitare la tomba. Di tutti tranne che di uno (e non è Babbo Natale). Non sarà risorto, ma le sue ossa mancano all’appello da parecchio tempo…
<br>
<br>Si noti anche che costui, oltre a rivelare la sua natura divina, ha detto molte altre cose, tra cui una frase molto saggia che recita così: “Ama il prossimo tuo come te stesso”, che per come capisco io l’italiano sottintende “… come TU AMI te stesso”. Perciò dire “Ama il prossimo tuo come SE STESSO” è un artificio retorico fine a se stesso che non ha ragion d’essere. Non è forse amare “come tu ami te stesso” e “come lui ama se stesso” esattamente la stessa cosa? So bene che chi ha scritto questa provocazione intendeva dire: “rispetta il prossimo tuo che non la pensa come te”, ma è uno sforzo inutile perché la massima originale racchiude già questo concetto. Per ribadirlo si può evocare la famosissima parafrasi: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Vorresti che qualcuno ti mancasse di rispetto? Allora tu per primo evita di mancare di rispetto. Ora questa semplice massima la si può accettare oppure no, ma che sia il credente o il non credente a non seguirla, ha solo da perderci.
<br>
<br>Mi piace anche aggiungere : “Vorresti che qualcuno ridicolizzasse quanto c’è di più profondo nel tuo amino, i tuoi più intimi convincimenti?”. Non so se c’è qualcuno che risponderebbe di sì. Con questo non si vuole certo imbavagliare nessuno: si può credere intimamente e convintamene in TOPO GIGIO, bisognerebbe quindi smettere di scrivere e commentare qualsiasi cosa! Ma tra il fare commenti con cognizione di causa e con rispetto, e sbeffeggiare e ridicolizzare tutto e tutti c’è una bella differenza!
<br>
<br>C’è anche chi dice che Dio, religione e compagnia bella sono prodotti della fantasia dell’uomo, da considerarsi perciò alla stregua di Babbo Natale, streghe, folletti e fate. Non posso parlare per tutti gli Dei e le religioni, ma se è stato un uomo ad inventarsi il cristianesimo, poteva farlo molto più semplice, poteva lasciargli qualche compromesso. Ne avrebbe guadagnato in seguaci! Mi spieghi chi attribuisce la paternità della fede agli uomini che cos’ha di umano la massima “se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l\'altra”, oppure “chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti”. Quale uomo - non del 21 secolo, ma di oltre 2000 anni fa - avrebbe esaltato i poveri, gli afflitti, i perseguitati, gli storpi, gli emarginati. A me risulta che per natura l’uomo è stato ed è tuttora portato alla vendetta, alla meschinità, che desideri potere e autorità, e che fugga malattia, dolore, morte. Se è stata la mente di un uomo a partorire tutto questo, se è stata la sua esigenza di trovare qualcosa con cui colmare un vuoto, “riempire un tassello col pongo”, a me sembra che invece di darsi delle risposte soddisfacenti si è complicato la vita.
<br>
<br>Da ultimo, mi preme fare un paragone, forse banale, forse vizioso, ma molto semplice e diretto. Da studente, qualcuno sarebbe mai andato dal professore di musica a farsi spiegare come si risolve una disequazione? O ancora meglio, sempre da studente, qualcuno si sarebbe azzardato a farsi passare il compito, o semplicemente a chiedere ed accettare un suggerimento da chi aveva apertamente dichiarato di non aver aperto libro o di fregarsene della materia in questione? Si può considerare attendibile qualsiasi informazione che provenga da una fonte tale? E si può considerare attendibile chi si lancia in acrobatiche interpretazioni (ahimé, non fotografa, semmai ritocca!) su questioni di cui non ha nessuna esperienza diretta per sua stessa ammissione? Che non mi si dica che basta vedere o sentire i cattolici parlare o agire per spiegare in chi o cosa credono. Torno al paragone di prima: alla lezione del professore che spiega le disequazioni assistono tutti gli studenti presenti in aula. Bastasse la presenza ( = vedere e sentire), i compiti in classe sarebbero un fioccare di 10 e lode. Invece c’è chi nel compito prende 4 e chi prende 8. E per prendere e meritarsi un 8, non c’e santo che tenga, bisogna aver faticato, studiato, meditato.
<br>
<br>Annamaria
<br>
<br>
<br>P.S. per Ferraris: Se la irritano o la fanno morire dal ridere le virgolette di chi mette in discussione la sua autorità/attendibilità come filosofo, se le dà fastidio questo “evidente intento offensivo”, perché poi cade nello stesso meccanismo facendo sue la parole di altri che sentono il bisogno di distinguere tra cattolici seri e il resto del mondo? L’aggiunta dell’aggettivo qualificativo non equivale nella sostanza all’inserimento delle virgolette? Forse non rientrare tra i cattolici seri è un complimento?
<br>
Anonymous - 01:10 PM - Dec. 27, 2006
|
Maurizio Ferraris
Babbo Natale, Gesù adulto In cosa crede chi crede?
Bompiani, pp. 151, Euro 11.00
<%'Calendar%>
Links
Sito di Maurizio Ferraris
Babbo Natale, Gesù Adulto
Tutti gli interventi
- Adunate oceaniche
- Come volevasi dimostrare
- Enterprise
- Babbo Gesù
- Cattolicesimo alla tedesca
- I Francesi sono sempre meno cattolici
- Il pensiero forte della Cei
- Se il Dio di Ruini diventa di destra
- L’emisfero dell’esoterico
- Il Cattolicesimo come forma d’arte
- Una religione identitaria
- L'Indice puntato
- Turchetto integrale
- Chi ha paura della teologia?
- Romolo e Remolo
- Babbo Natale - Errata corrige
- Presentazioni di Babbo Natale
- Vino rosso per Hegel
- Tutto il mondo è paese
- Voltaire, Dizionario Filosofico. Voce “Fede”
- Confessionale interattivo
- Riceviamo e volentieri pubblichiamo
- Rescogitans
- Pareyson, Vattimo e Francesco Giuseppe
- Cattolicesimo politico
- Londra: Babbo Natale non esiste
- Maria Vergine, Cantalamessa cade dalle nuvole
- God’s Total Quality Management Questionnaire
- Carminati ha visto la Madonna
- Scherzi da prete
- Gesù e Babbo Natale
- La fede di Saul Bellow e quella di Charles Manson
- Sarcasmo violento e bieco affetto
- "È così, è ciò che vedi, non può essere altrimenti"
- Renne e fede
- In fede e in malafede
- L'avvenire raglia
- Ermeneutica e verità
- Preferisco la fede di Agostino
- Quali cattolici?
- L'Ateo Economico
Statistiche
Feed (RSS)
[http://spazioblog.it/rss.php?w=babbonatale]
|