Confessionale interattivo

 
Ricevo da Emanuele Soi, che ringrazio calorosamente, la segnalazione di un confessionale interattivo.Per dettagli:

 

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

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Rescogitans

 
Si è avviata una discussione su Babbo Natale, Gesù Adultosul sito filosofico Rescogitans:  http://www.rescogitans.it/. Ringrazio Simona Morini e Pietro Perconti a cui devo le prime due recensioni. Altre seguiranno.
 

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Pareyson, Vattimo e Francesco Giuseppe

Con Giandomenico Bonanni

 

1. Toglimi una curiosità: a che età hai smesso di credere a Babbo Natale e perché?

 

Non ci ho mai creduto. Credevo a Gesù Bambino. Ti racconto quando ho smesso di crederci. Una mattina, avrò avuto sei anni, ho visto il mucchio dei regali vicino al mio letto. A casa mia usava così, i regali non arrivavano sotto l’albero, ma accanto al letto, la notte.  Comunque, la luce che filtrava dalle tapparelle illuminava il mucchio. Quell’anno mi avevano regalato anche dei soldatini inglesi, ognuno era avvolto in un piccolo parallelepipedo di plastica, e, nella luce incerta, questo produsse un atroce miraggio: CARBONE! Sapevo che prima o poi sarebbe finita così, quest’anno Gesù Bambino mi ha portato carbone. Uno choc. Poi, una volta ripresomi, mi sono detto che non valeva proprio la pena di farmi tanti

patemi: sospettavo un po’ da sempre che Gesù Bambino non c’entrasse, mi sembrava oltretutto un po’ implausibile (come fa a portare così tanti regali a tanti bambini), e dopotutto mi piaceva di più pensare che i regali me li facessero i miei genitori e le persone che conoscevo, e che chiudevano un occhio sulle mie marachelle, tanto che, infatti, il carbone non l’ho mai avuto.

 

2. Tu sei andato all’università negli anni settanta, quando soprattutto tra i giovani la religione veniva considerata un fenomeno in via d’estinzione.

Ma ti sei anche formato in una scuola filosofica

– quella di Luigi Pareyson e Gianni Vattimo – fortemente influenzata dal pensiero cattolico. Come hai vissuto questa tensione? Che ricordi hai di quella stagione della filosofia torinese?

 

Premetto che io il liceo l’avevo fatto in una scuola religiosa, ma molto saggia e seria, il Collegio San Giuseppe di Torino, e ciò mi aveva permesso di essere ateo (apertamente) e primo della classe. Mi sentivo come Stephen Dedalus. Arrivato in università, mi sorprese che molti professori fossero marxisti (e io non lo ero) e cattolici (e io non lo ero). Ero stupito, non mi sembrava ovvio che le due cose potessero andare insieme, se erano prese sul serio. Detto questo, Pareyson quasi non l’ho seguito, era malato e faceva poco lezione, l’ho conosciuto meglio anni dopo, quando era in pensione e stava per lo più a Rapallo. Vattimo, invece, diceva che Dio era morto, e io, in buona fede, credevo che parlasse sul serio. Dunque, non c’era nessuna tensione, in me o fuori di me, rispetto al cattolicesimo. Io non ero cattolico, il mio professore non lo era, e comunque, a quell’epoca, la fede era spesso una questione privata, molto sofferta e spirituale, non era sbandierata come è successo dopo, e questo riduceva le possibili tensioni.

 

3. Tu sostieni che la cultura laica, in Italia, è sempre stata in minoranza.

La mia impressione è invece che in questo paese i cosiddetti laici soffrano di un vero e proprio complesso di inferiorità nei confronti della cultura cattolica. Il motivo è

semplice: donne e uomini di chiesa si sanno organizzare molto meglio – basta osservare con quale rapidità e competenza fondano e gestiscono scuole, ospedali e università. Insomma, non è che i cattolici hanno vinto perché sono più bravi?

 

Non direi proprio che abbiano vinto, e cosa, poi? Restiamo ai fatti. I cattolici hanno inventato l’estrema unzione, i laici la penicillina. Che poi siano più organizzati, questo non c’è dubbio, semplicemente perché hanno rifiutato programmaticamente tutte le pastoie che sono l’onore e l’onere della democrazia e della modernità. Il papa è un sovrano assoluto, i vescovi comandano e sono obbediti, le suore sono sottomese. Certo, sul piano della gestione, questo è molto conveniente. Ma è un po’ come l’alternativa tra monarchia e repubblica: la monarchia ha i suoi vantaggi, ma alla fine la repubblica è molto meglio. Vorrei inoltre farti notare una cosa a cui non sempre si bada a sufficienza: un mondo religioso senza laici è inimmaginabile, un mondo laico senza religiosi è immaginabilissimo. Non è che la bravura dei cattolici è un po’ parassitaria rispetto al mondo e allo stato laico?

 

4. Ammettiamo pure che, come tu sostieni, i cattolici credano solo nel Papa, un po’ come una volta si credeva in un buon padre di famiglia che alla fine prende sempre la decisione giusta. Come la mettiamo con i protestanti? A Lutero converrebbe obbedire al Papa, eppure lui non ne vuole sapere. Non perché sia un ribelle, ma perché ‘non può fare altrimenti’. In che cosa crede uno così?

 

In cose meno incredibili, anche se non necessarie. I protestanti eliminano la presenza reale di Cristo nell’ostia, il Papa, i santi. Hanno dato molto peso alla coscienza, a una voce, a un imperativo che  dice loro che non possono fare altrimenti. I cattolici, invece, confessano e perdonano. Quanto al buon padre di famiglia… Suvvia, siamo a Francesco Giuseppe, allo Zar di tutte le Russie…

 

5. Prendiamo altre due vittime illustri della Chiesa: Galilelo Galilei, che ritratta senza avere cambiato idea; Giordano Bruno, che insiste e arriva a farsi bruciare vivo. E’ forse questa la differenza tra fede e sapere?

 

Non sono sicuro di aver capito la domanda. A me sembra che la cosa interessante, nei due casi, non è la differenza di atteggiamento, di Galileo o di Giordano Bruno, ma l’uniformità di condotta della Chiesa come struttura repressiva della libertà di pensiero e di ricerca.

 

6. Mi pare, in ogni caso, che le tue riflessioni lascino aperta la questione dell’esperienza mistica, un fenomeno che ritroviamo in tutte le culture e in tutte le religioni e che viene sempre descritto in termini di dissoluzione della soggettività, distacco dal corpo, liberazione dalle passioni ecc. Qui non si tratta di fede, ma di evidenza sensoriale.

 

Infatti non mi riferisco alla mistica. Ma, come tu dici, la mistica si trova in tutte le religioni (e anche fuori delle religioni, pensa al peyotl quando non lo usa uno sciamano ma un turista), e dalla mistica non si arriva a una religione determinata. È solo una esperienza, interessante dal punto di vista psicologico, e come tale studiata sin dai tempi di William James. Ma dal fatto che io veda la Madonna non segue che la Madonna esiste, né soprattutto che debba far mancare il quorum a un referendum.

 

7. Il progresso scientifico, nel quale tu mi sembri credere, non è anch’esso una forma di fede?

 

Sì, certo. Così come è un atto di fede quello che mi fa pensare e sperare che, malgrado tutte le sue disgrazie e i suoi errori, l’umanità va verso il meglio. Ma questa, mi pare, è una speranza che non ha niente a che fare con la vicenda di un Dio incarnato e risorto, o di un Papa infallibile. Non ti pare? È un po’ come nella questione della mistica. Che ci siano certe disposizioni psicologiche nell’uomo non comporta che qualunque modo per rispondere a queste disposizioni sia buono, altrimenti dovremmo riabilitare Vanna Marchi.

 

8. Che rapporto aveva Derrida con la religione? Te lo chiedo perché oggi va mlto di moda rileggere la sua opera alla luce di un messianismo che mi sa tanto di surrogato postmarxista…

 

C’è una bellissima intervista che ha rilasciato due mesi prima di morire.

Diceva che non poteva rassegnarsi a morire, ma che d’altra parte non ci riusciva, non riusciva a realizzare l’ingiunzione filosofica per eccellenza.

Non riusciva però, nemmeno, a credere in qualcosa dopo la morte. Diceva, scherzando, che gli sarebbe piaciuta una resurrezione classica, con corpo e tutto, ma non ci credeva. Detto questo, non sarei così severo come lo sei tu con il messianismo. Indubbiamente, un elemento messianico c’era in Derrida, così come c’è in me e in ogni non credente non affetto da depressione grave.

È, per l’appunto, la speranza che qualcosa avvenga, che avvenga per il bene dell’umanità. Una speranza, non una certezza, non un credo. E una speranza che non ha bisogno di essere difesa a colpi di dogmi e di campagne d’opinione, oggi, e di roghi, una volta.

 

9. Fra qualche giorno è Natale? Lo festeggi o lo consideri un giorno come un altro?

 

Festeggio Natale con i miei cari, come fanno tutti da tanti secoli, anche da prima che Costantino decidesse di trasformare il giorno in cui si celebrava Mitra, sol invictus, nel giorno in cui si è deciso che sia nato Gesù.

 

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Cattolicesimo politico

Con Sandra Petrignani

 

Petrignani. Sono rimasta francamente sorpresa della furia che ho trovato in alcuni articoli contro il suo libro. Che ragione se ne è fatto? (non mi sembrano ragioni dottrinali…)

 

Ferraris. Forse ho colto nel segno, ho toccato e irritato un cattolicesimo politico che fa spazio agli atei devoti, che si trasforma in ideologia, e questo proprio nel momento in cui più nessuno crede ai dogmi. Infatti, gli attacchi provenivano sistematicamente da giornali legati al cattolicesimo politico: e non parlo solo dell’Avvenire, ma anche del Foglio, e del Giornale. Si sono sentiti punti sul vivo, diciamo pure ‘smascherati’. Invece, persone più interessate alla fede che non alla ideologia, più capaci di distinguere (e, diciamolo francamente, più preparate teologicamente e filosoficamente), come Enzo Bianchi sulla Stampa, o Roberta de Monticelli sul Manifesto, hanno avuto atteggiamenti ben diversi. Visto che siamo in tema, mi permetta una profezia. Il cattolicesimo politico crollerà, non la fede inquieta ed esigente. E temo che coloro che credono di raffozare il cattolicesimo trasformandolo in ideologia non sappiano nemmeno loro il male che fanno alla fede (non dico ‘alla loro fede’ perché, per l’appunto, non è detto che ci credano).

 

Petrignani. Non le sembra di aver sottovalutato i tanti «veri credenti» che, anche spesso in contrasto con il papa, sacrificano sul campo la loro vita in nome di Gesù? (penso a tanti missionari, per esempio)

 

Ferraris. Perché una azione umanitaria deve essere prerogativa dei ‘veri credenti’? Il fatto che si possa far del bene non dimostra di per sé che si è veri credenti, visto che si può fare tantissimo bene senza credere. Non dimostra nemmeno che si è più veri credenti di altri, che il bene non lo fanno, o che addirittura fanno il male.

Prendiamo i missionari: fanno un gran bene all’umanità (almeno adesso), ma dipende davvero da ragioni teologiche? È una prova che la loro è vera fede, e soprattutto che la loro fede è vera? Ci sono missionari laici, per esempio medici atei, che vivono e muoiono tanto quanto i missionari; e probabilmente missionari che sono diventati tali perché sensibili al male del mondo, e non al dogma trinitario.

Questo è ovvio, ma purtroppo non finisce qui. In effetti, il martirio non è come tale né prova del fatto che si sia compreso l’oggetto della fede, né che questo oggetto sia buono. Prendiamo le SS morte nella Battaglia di Berlino del 1945. C‘erano volontari venuti apposta per battere il bolscevismo, e consapevoli del fatto che tutto era perduto. Alcuni erano addirittura francesi. Dunque, abbiamo a che fare con un disinteresse assoluto (la guerra era persa e non difendevano casa loro), un totale sacrificio di sé, un obiettivo politico che in seguito molti, anche tra i cristiani, soprattutto tra i cristiani, hanno rilanciato come positivo (sconfiggere il comunismo). Eppure erano nazisti,  la loro causa era sbagliata e inumana, la loro fede aberrante.

 

Petrignani. Il diffondersi del più razionale buddismo ha secondo lei delle responsabilità nella perdita di fede cristiana?

 

Ferraris. No, questo processo viene da lontano,  e, per il Cristianesimo, inizia già con la Riforma protestante, che rompe con i riti e trasforma Dio in una questione di coscienza. Insomma, c’è una differenza tra Kierkegaard e Padre Pio: niente stigmate, niente infallibilità papale, niente santi, niente presenza reale di Cristo nell’ostia.

 

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Londra: Babbo Natale non esiste

 

Scrive Enrico Franceschini su La Repubblica del 12 dicembre:

”Si può perdere il posto di lavoro per avere detto una cosa vera e universalmente risaputa? Si può, se la si dice nel posto sbagliato, alla gente sbagliata. La supplente di una scuola inglese, forse non sapendo come tenere buona la classe, ha sbalordito i suoi alunni con una scioccante rivelazione: Babbo Natale non esiste. I bambini, tornati a casa, l’hanno riferito in lacrime ai genitori. Mamme e papà, probabilmente reduci da lunghi week-end di shopping per scegliere, acquistare e impacchettare i regali da mettere sotto l’albero, hanno sepolto il preside della scuola sotto una valanga di lettere e telefonate inviperite. Senza perdere tempo, il preside ha prontamente licenziato la maestra colpevole di avere pronunciato un’eresia.


É accaduto, riferisce il Sun di Londra, alla Boldmere Junior School di Sutton Coldielf, una cittadina delle West Midlands, nell’Inghilterra centrale. ‘Tutti voi siete ormai abbastanza grandi da sapere che Babbo Natale non esiste’, ha detto la maestra a una classe di alunni tra i nove e i dieci anni d’età. ‘Chiedetelo ai genitori e anche loro vi diranno che non esiste’. Così i bambini hanno fatto, ma i genitori non hanno per nulla gradito.


‘Quella supplente non aveva il diritto di portare via ai nostri bambini il lato più magico del Natale’, ha detto una mamma. ‘Mia figlia è rimasta sconvolta’, le ha fatto eco un’altra. ‘Non spetta agli insegnanti decidere se e quando è il momento di dire queste cose’, s’è arrabbiato un padre. ‘Siamo disgustati’, è stato il commento più ripetuto. Dopodiché i genitori si sono coalizzati, scrivendo al preside che la maestra ha ‘sconvolto’ e ‘turbato’ gli alunni. Il preside si è detto d’accordo. ‘É stata presa una decisione immediata, quella supplente non lavora più per noi’, ha reso noto la segreteria della scuola.


La rivolta segue le recenti polemiche sulla ‘cancellazione del Natale’ in alcune città, aziende private e scuole del Regno Unito, che in preda a un eccesso di multiculturalismo ‘politicamente corretto’ hanno abolito i tradizionali ‘Christmas party’ e le decorazioni natalizie per non offendere le minoranze religiose: atteggiamento giudicato un’esagerazione controproducente perfino da alcune associazioni musulmane. La supplente delle Midlands, con la sua rivelazione, ha offeso una ‘minoranza’ molto più ampia e ancora più sensibile di quelle religiose: i bambini. Che devono decidere da soli, commenta il Sun, quando è arrivato il momento di non credere più a Santa Klaus.”

 

In effetti, anche qui a New York non si dice più ”Christmas Party”, ma ”Holiday Party”, per non turbare le minoranze e le altre fedi, con tutto che anche molti Ebrei festeggiano il Natale. Ma c’è un cortocircuito che fa riflettere: cosa c’entra Babbo Natale con la cristianità? Ovviamente, nulla. Eppure, nella reazione contro la supplente, si ha quasi l’impressione che la sciagurata avesse sfiorato, sia pure tangenzialmente, la zona numinosa del Sacro. Come se il politeismo cristiano avesse incorporato anche Babbo Natale fra le sue divinità  minori e, nella fattispecie, per minori. Lo si può dimostrare con un semplice esperimento mentale. Se uno dice ”porco Buffalo Bill”, ha  insultato una persona reale, eppure non sembra gravissimo. Ma se uno dice ”porco Babbo Natale” non è meno grave, come dovrebbe (in fondo, è solo una entità fittizia, come Sandokan); sembra più grave, sfiora la bestemmia.

 

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Maria Vergine, Cantalamessa cade dalle nuvole

 

Su effedieffe, rivista cattolica online, il 9 dicembre Maurizio Blondet scrive: ”Si lamenta il lettore: che quello di  Maria sia stato un parto indolore (affermato dalla Tradizione fin dal secolo IV) è una verità strettamente collegata con la fede che Maria fu Vergine prima, durante, dopo il parto; se cade quello, cade anche questa verità di fede. Perché allora tanti battimani di prelati?

Caro lettore, che vuole da me? So di almeno un prelato, padre Cantalamessa che fa il predicatore per il Papa agli esercizi spirituali, il quale ignorava positivamente il dogma della Verginità anche post-partum: ne è stato informato da padre Livio Fanzaga di Radio Maria. E’ caduto dalle nuvole. Evidentemente, anche i cardinali non credono più a questa verità: non è politicamente corretta, non è zoologicamente verosimile. Siamo in un’epoca scientifica. E vuole che io protesti, facendo pure la parte di critico della Chiesa, come già mi rimproverano troppi lettori cattolico papisti?

Si rivolga ai musulmani, questi oscurantisti.

Forse, a questo punto, si può consigliare la lettura di un libro della Bompiani segnalatomi da un altro lettore.
Autore Maurizio Ferraris, che non conosco. Titolo: «Babbo Natale, Gesù adulto, In cosa crede chi crede?»
In cosa crede oggi il cattolico è appunto il tema del libro.

Eccone la sintesi dell’editore: «Il credente, da grande, smette di credere in Babbo Natale, o in Gesù Bambino che porta i regali seguendo le liste compilate dai bambini buoni. Ma, se crede, dovrà credere che quello che è nato a Natale è il Figlio di Dio, e non di Giuseppe. La situazione non migliora a Pasqua. Il credente, se crede, non dovrà limitarsi a credere che Cristo è morto il venerdì; dovrà anche credere che è risorto la domenica. Ora, quanti tra quelli che si dichiarano cristiani, credono nella Resurrezione? Si direbbe che tantissimi credenti considerino la resurrezione un mito edificante, o non ci pensino affatto, e che non sperino più di tanto nell’aldilà, come è evidente se si presta attenzione a quanto siamo accaniti nelle lotte per vivere a lungo nell’aldiquà, anche sopportando restrizioni e diete che, se solo ci fosse qualche speranza sull’aldilà, sarebbero buttate a mare insieme alle cyclette. A questo punto, diventa non ovvia una domanda: in cosa crede chi crede? Questo breve pamphlet propone i problemi e gli aspetti più sorprendenti della fede contemporanea, che oscilla tra l’incredulità nei dogmi e la fede nei miracoli, per giungere a un finale a sorpresa: chi crede, se è cattolico, e qualunque cosa creda di credere, in realtà crede nel Papa, non in Cristo, non in Dio, e figuriamoci poi nello Spirito Santo».

Mi pare una conclusione ineccepibile: oggi un cattolico non è chi crede nella Resurrezione (zoologicamente inverosimile, politicamente scorretta), ma chi crede nel Papa.

Siamo diventati quel che ci accusavano di essere gli anglicani: papisti.

E’ un piccolo guaio, perché sta per cominciare un attacco in grandissimo stile contro la fede una volta detta «cattolica».”

 

Sulla mole dell’attacco, non sarei tanto sicuro, siamo quattro gatti nemmeno tanto sostenuti dai media, e gli altri sono legioni. Ma sugli argomenti, credetemi, sì. I cattolici seri se ne sono accorti. Gli altri, i Gianni Gennari, che alla fede non hanno mai fatto caso perché pensano solo alla pagnotta, no.

 

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God’s Total Quality Management Questionnaire

 

God would like to thank you for your belief and patronage. In order to better serve your needs, (S)He asks that you take a few moments to answer the following questions. Please keep in mind that your responses will be kept completely confidential, and that you need not disclose your   name or address unless you prefer a direct response to comments or suggestions.

 

1. How did you find out about God?

___ Newspaper

___ Bible

___ Torah

___ Book of Mormon

___ Koran

___ Other Book

___ Television

___ Divine Inspiration

___ Word of mouth

___ Dead Sea scrolls

___ My mama done told me

___ Near Death Experience

___ Near-life experience

___ National Public Radio

___ Tabloid

___ Burning Shrubbery

___ Who?

___ Other (specify): _____________

 

2. Which model God did you acquire?

___ Yahweh

___ Jehovah

___ Allah

___ Krishna

___ Father, Son & Holy Ghost (Trinity Pak)

___ Zeus and entourage (Olympus Pak)

___ Odin and entourage (Valhalla Pak)

___ Gaia/Mother Earth/Mother Nature

___ None of the above; I was taken in by a false god

 

3. Did your God come to you undamaged, with all parts in good working order and with no obvious breakage or missing attributes?

__ Yes

__ No

 

If not, please describe the problems you initially encountered here.

Please indicate all that apply.

___ Not eternal

___ Not omniscient

___ Not omnipotent

___ Finite in space/Does not occupy or inhabit the entire universe

___ Permits sex outside of marriage

___ Prohibits sex outside of marriage

___ Makes mistakes (e.g., Geraldo Rivera, Jesse Helms)

___ When beseeched, doesn’t stay beseeched

___ Requires burnt offerings

___ Requires virgin sacrifices

___ Plays dice with the universe

 

4. What factors were relevant in your decision to acquire a God?

Please check all that apply.

___ Indoctrinated by parents

___ Needed a reason to live

___ Indoctrinated by society

___ Needed target for rage

___ Imaginary friend grew up

___ Hate to think for self

___ Wanted to meet girls/boys

___ Needed blind moral righteousness to justify violence

___ Fear of death

___ To piss off parents

___ Needed a day away from work

___ Enjoy organ music

___ Needed to feel morally superior

___ Graduated from the tooth fairy

 

5. Are you currently using any other source of inspiration in addition to God?

Please check all that apply.

___ Self-help books

___ Tarot/Astrology

___ Star Trek re-runs

___ Fortune cookies

___ Ann Landers

___ Psychic Friends Network

___ Dianetics

___ Playboy and/or Playgirl

___ Sex, Drugs, and Rock & Roll

___ Biorhythms

___ EST

___ Television

___ Mantras

___ Jimmy Swaggart

___ Crystals (not including Crystal Gayle)

___ Other:_____________________

 

6. Have you ever worshiped a false God before? If so, which false God were you fooled by?

Please check all that apply.

___ Odin

___ Cthulhu

___ Baal

___ Beelzebub

___ The Almighty Dollar

___ The Conservative Right

___ Mick Jagger

___ Bill Gates

___ The Great Pumpkin

___ Ronald Reagan

___ A burning cabbage

___ LSD/Mushrooms

___ Other: (Please Specify) ________________

 

7. God employs a limited degree of Divine Intervention to preserve the balanced level of felt presence and blind faith. Which would you prefer (circle one)?

a. More Divine Intervention

b. Less Divine Intervention

c. Current level of Divine Intervention is just right

d. Don’t know – what’s Divine Intervention?

 

8. God also attempts to maintain a balanced level of disasters and miracles.

Please rate on a scale of 1 to 5 God’s handling of the following: (1 unsatisfactory, 5 excellent):

Disasters:

1 2 3 4 5 flood

1 2 3 4 5 famine

1 2 3 4 5 earthquake

1 2 3 4 5 war

1 2 3 4 5 pestilence

1 2 3 4 5 plague

Miracles:

1 2 3 4 5 rescues

1 2 3 4 5 spontaneous remissions

1 2 3 4 5 crying statues

1 2 3 4 5 water changing to wine

1 2 3 4 5 walking on water

 

9. Please rate the following on a scale of 1 to 5 (1 unsatisfactory, 5 excellent):

1 2 3 4 5 God’s Courtesy

1 2 3 4 5 answers to your prayers

1 2 3 4 5 Are your spiritual needs being met?

1 2 3 4 5 How are your shrubs doing?

 

10. Do you have any additional comments or suggestions for improving the quality of God’s services? (Attach an additional sheet(s) if necessary)

 

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Carminati ha visto la Madonna

 

Sull’Avvenire del 3 dicembre è uscito un articolo di Fabio Carminati: ‘A New York lo Stivale tradito’. Occhiello ‘Strane iniziative dell’Istituto italiano di cultura’. Sottotitolo: ‘Promosso un incontro sull’«invenzione di Dio» nel quale i «negazionisti» fanno la parte del leone’. Ecco il testo: ‘Forse è banale, ma rende l’idea: undici giocatori in una metà del campo e, nell’altra, una schiera di centinaia di avversari che avanza come un rullo compressore. «Ti piace vincere facile?», recita poi il tormentone pubblicitario. Ecco, questa è l’impressione che si può trarre scorrendo il programma di questi giorni degli incontri su «Il pensiero e l’invenzione», organizzati all’Istituto italiano di cultura di New York. «Fabbricare l’intelligenza» e «Esercizi di filosofia quotidiana» sono i titoli delle prime due conferenze che si sono aperte a dicembre. Due temi stimolanti ma per certi versi ‘neutri’. È infatti il terzo titolo, quello di mercoledì 6, ad attrarre più degli altri l’attenzione. E a suggerire una riflessione. «L’invenzione di Dio» (quantomeno la maiuscola è rimasta) recita la locandina con testo a fronte in inglese che presenta l’iniziativa dell’Istituto diretto da Claudio Angelini. A discutere dello stimolante tema al 686 di Park Avenue sono stati chiamati Maurizio Ferraris, Antonio Monda e Piergiorgio Odifreddi, mentre il moderatore è Sebastiano Maffettone. Ferraris è l’autore del recente «Babbo Natale, Gesù Adulto. In cosa crede chi crede?». Il secondo, Antonio Monda, che non ha mai nascosto il proprio essere cattolico, è invece nelle librerie con lo stimolante interrogativo «Tu credi?»; mentre il terzo, Piergiorgio Odifreddi, presenterà brani scelti e tradotti della sua ultima fatica «Perché non possiamo essere cristiani, e meno che mai cattolici». Un match, insomma, tra arte filosofia e scienza matematica che a dir poco non rispetta la regola fondamentale di qualsiasi incontro. Che sia sport o dialettica: la parità in partenza. Monda è sicuramente molto più noto nel mondo anglosassone dei suoi due ‘avversari’: docente di regia alla New York University ha avuto modo di farsi apprezzare per il suo lavoro al di là dell’Oceano. Gli altri, in compenso, hanno fatto del relativismo spinto l’inchiostro in cui intingere la penna e finire spesso con il dissacrare. Una domanda però è legittima e va girata forse a chi ha compilato gli inviti: che dibattito è se i ‘negazionisti’ (nel senso etimologico del termine e senza le colorazioni che nel secolo scorso il termine ha assunto) sono programmaticamente in maggioranza? Un dubbio, per carità, di forma. Ma anche di sostanza. Perché se è questa l’immagine che si voleva esportare del dibattito culturale nostrano, in particolare in una realtà cosmopolita come quella di New York, il risultato è stato raggiunto. Spiace constatarlo, ma è niente più che la cartina al tornasole di un atteggiamento ‘fru fru’, non certo la forza del pensiero di un Paese reale.’

 

È un interessante caso di censura preventiva, dove oltretutto si fanno male i conti. Se Monda è diventato ”undici”, Odifreddi e io siamo diventati ”centinaia”. Carminati ha visto la Madonna, sicuramente abusa di ”stimolanti”(tre in poche righe), non sa un’ostia (io notoriamente non sono affatto relativista), e comunque fa l’uccello del malaugurio, visto che la serata è andata benissimo, e la discussione è stata civile e, davvero, stimolante.

 

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Scherzi da prete

 

Sull’Avvenire Rosso Malpelo, cioè quel prete sposato, sapete, Gianni Gennari, continua a usare le virgolette con me, definendomi ”filosofo” tra virgolette il 10 novembre, ”pensatore”, sempre tra virgolette il 21 novembre. Si muore dal ridere.

 

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